ASSISTENZA DOMICILIARE... DAL BADARE AL CURARE
Resta prioritaria nel Programma di lavoro di Cidis Onlus per l’anno 2008 l’attività nel campo del lavoro di cura domiciliare.
L’importanza assunta dalla cura alla persona, affidata sempre più spesso a donne immigrate, è infatti legata a fattori strutturali quali il progressivo invecchiamento della popolazione autoctona e l’aumentata partecipazione delle donne italiana al mercato del lavoro.
Questo fa sì che sempre più ampia stia diventando la domanda di personale addetto all’accudimento delle persone più deboli e che un'area privata del vivere familiare sia sempre più affidata ad una “assistente” che finisce con il ricoprire un ruolo importante anche nell'affettività, nella intimità, nell’emotività dell’assistito.
In questo quadro si è preso atto della distinzione già avviata fra lavoro domestico e lavoro di cura domiciliare.
Per quest'ultimo occorre definire con sempre maggiore precisione peculiarità, professionalità, competenze, organizzazione del lavoro, riflettendo sui tanti punti critici, quali il tipo di responsabilità affidata alla assistente alla cura, allo scambio di ruoli con il familiare, all’autonomia in alcune decisioni, alla transitorietà del rapporto di lavoro, alla molteplicità di figure che ruotano intorno all’anziano ecc.
Ed è proprio con l’attenzione rivolta a questi problemi che Cidis Onlus ha condotto negli anni passati ricerche ed indagini di campo al fine di pervenire alla definizione di alcune piste strategiche finalizzate a:
- incrementare l’attività di cura domiciliare attraverso l’individuazione di un percorso, di procedure e di strumenti che definiscano il profilo professionale e le competenze dell’assistente domiciliare;
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istituire un percorso di qualificazione con rilascio di relativa attestazione almeno in una prima fase;
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individuare uno strumento in grado di assicurare il matching qualitativo nel rapporto tra domanda ed offerta;
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attivare, in via sperimentale, alcuni servizi a supporto delle famiglie e delle assistenti immigrate.
Per questo l’Associazione ha scelto di mantenere una attenzione particolare nel corso del 2008 su quello che considera un problema rilevante, decidendo di:
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mantenere attivo presso i suoi Sportelli il servizio di matching tra famiglie ed assistenti alla cura per assicurare trasparenza e qualità sia sul versante della domanda che su quello dell’offerta dei servizi;
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rafforzare il percorso di qualificazione delle assistenti alla cura con specifici corsi (teorici ed on the job) che garantiscano alle famiglie prestazioni di operatori socio/assistenziali e non di “badanti”, migliorando al tempo stesso le condizioni lavorative di queste ultime;
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continuare l’attività di formazione nei paesi di provenienza delle assistenti per garantirne la professionalità, le competenze e la conoscenza dell’italiano, prima del loro arrivo in famiglia,
facilitando il percorso e le procedure di ingresso in Italia;
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accompagnare il percorso della “regolarizzazione” utilizzando tra l’altro le risorse messe a disposizione per l’anno corrente dalle istituzioni nazionali e del territorio.