DIRITTO ALLA CASA
Anche nel 2008 Cidis Onlus prosegue l’attività di promozione all’accesso all’alloggio per gli immigrati.
Il problema casa interessa milioni di persone. L’insostenibile situazione del mercato abitativo (sia degli affitti che delle compravendite) genera povertà e precarietà.
Si tratta di una situazione che riguarda naturalmente anche le fasce deboli della popolazione italiana, ma che nel caso degli immigrati assume particolare gravità: è opinione diffusa tra gli operatori del settore che anche gli immigrati che presentano buone condizioni economiche generali trovino sistemazioni di peggiore qualità e comunque a costi mediamente più elevati.
Gli immigrati costituiscono un vero “tesoro” per tanti proprietari di casa che lucrano sulla sofferenza e le povertà di persone che spesso devono confrontarsi con situazioni di sfruttamento, di precarietà, di illegalità, e insicurezza.
L’accesso alla casa per la popolazione immigrata si configura come un percorso molto tortuoso che si scontra con numerosi ostacoli e fattori critici: chi si vede erodere dal costo dell’affitto anche il 70% del proprio reddito, chi si deve accontentare di affitti in nero, chi è costretto in alloggi privi delle minime condizioni igieniche, chi vive in condizioni di sovraffollamento, chi vive in vere e proprie baracche sia ambito urbano che rurale, chi si vede negato un qualsiasi alloggio perché vittima del pregiudizio e della discriminazione.
L’individuazione di alcuni possibili interventi per dare risposta al disagio abitativo degli immigrati parte dal presupposto che quello dell’abitazione sia un diritto sociale fondamentale in quanto presupposto essenziale per il godimento e l’esercizio di tutti gli altri diritti di cittadinanza, in ogni caso per qualunque processo di integrazione.
E’d’obbligo constatare che questo diritto sociale all’abitare in condizioni dignitose non è oggi garantito alla popolazione immigrata né in termini quantitativi né qualitativi.
Per questo l’Associazione ha scelto di mantenere una attenzione particolare nel corso del 2008 su quello che considera un problema rilevante, decidendo di:
-
mantenere attivo presso i suoi Sportelli il servizio di intermediazione abitativa per favorire l’accesso al mercato della locazione alle famiglie in condizioni di emergenza abitativa, e offrire un servizio di orientamento per il diritto alla casa;
-
continuare l’attività di promozione di interventi volti all’ampliamento della disponibilità di alloggi tramite le metolodogie dell’autocostruzione e dell’autorecupero;
perseguire l’attivazione di risposte al disagio abitativo, che siano il frutto, di volta in volta, del coinvolgimento di attori istituzionali ed economici e siano “personalizzate” a livello territoriale;
-
stimolare l’attività di ricerca sulle condizioni abitative della popolazione immigrata in Italia.