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LA MEDIAZIONE SOCIO-CULTURALE
La Mediazione culturale continua ad essere, nel 2008, uno dei fronti sui quali è maggiormente impegnata l’Associazione, sia per quanto riguarda i servizi attivati nei diversi territori, sia per ciò che concerne l’analisi e l’approfondimento dei suoi significati. In un contesto migratorio ormai definitivamente strutturale quale è oggi quello italiano, Cidis Onlus ritiene infatti che una politica in favore della popolazione straniera, che si voglia organica ed efficace, debba essere improntata ad una strategia di cui la mediazione culturale sia elemento portante e filo conduttore.
Tra le diverse accezioni di mediazione culturale, quella che sembra in questo momento a Cidis Onlus come la più utile a dare risposte adeguate, fa riferimento ad un concetto che riconosce la diversità culturale ed identitaria e la concilia con la lotta alla esclusione ed alla disuguaglianza sociale. Se le fratture e le ingiustizie socioeconomiche si aggravano sovrapponendosi alle appartenenze etnico/culturali, ogni progetto di società multiculturale democratica è destinato a rimanere una utopia. Più le disparità e l’insicurezza socioeconomica aumentano, più cresce il numero di quelli che cercano rifugio in appartenenze culturali ed etniche esclusive (ma capaci di offrire protezione), più si accentua la loro tendenza a rifiutare chiunque sembri diverso. E’ in questo senso essenziale mettere in campo una strategia che punti a creare le condizioni per consentire la comunicazione tra i cittadini (compresi quelli di identità culturali diverse) e di conseguenza di dialogare in uno spazio condiviso che garantisca giustizia sociale, tuteli la diversità, rafforzi la democrazia.
In questa senso la mediazione culturale deve puntare all’ascolto, alla conoscenza, all’orientamento e all’empowerment di tutti i soggetti coinvolti, che possono in tal modo gestire consapevolmente i rapporti reciproci. Peraltro, in questo significato la mediazione risponde al primo Basic Principle adottato dal Consiglio Europeo secondo cui “l’integrazione è un processo dinamico a due direzioni, di reciproco adattamento, che richiede la partecipazione non soltanto degli immigrati ma anche dei residenti degli Stati membri (…) e la chiara compenetrazione dei loro reciproci diritti e responsabilità.” Ora, proprio perché punta ad agire a differenti livelli: dei singoli immigrati e delle loro comunità, degli operatori dei servizi e delle istituzioni, e più generalmente della società civile, la mediazione (così come descritta) deve investire tutti gli ambiti chiave della vita degli individui, vale a dire, lavoro, salute, alloggio, istruzione, professionalità, socialità, difesa dei diritti.
A questo fine Cidis Onlus dispone di un nucleo significativo di operatori formati nel tempo, di diversa appartenenza etnica, specializzati in differenti ambiti di intervento, costantemente aggiornati per restare tramite funzionale al superamento di incomprensioni linguistiche e premesse culturali differenti, per essere soggetti/ponte utili a ridurre le distanze fra individui, istituzioni e società di accoglienza, o in altri termini per contribuire a trasformare qualitativamente i rapporti tra immigrati e popolazione autoctona.
Questi aiutano infatti gli immigrati a decodificare e comprendene la complessa realtà della società di accoglienza, facilitano loro l’accesso ai servizi (soprattutto nei sopraccitati ambiti dove esistono i maggiori nodi problematici e rispetto ai quali sono essenziali informazioni, orientamenti, assistenza), li avvicinano ai propri diritti aiutandoli a mettere in pratica i passaggi che ne regolano l’accesso, ma anche ad essere consapevoli dei doveri che ne sono il rovescio.
Una analoga ed altrettanto significativa funzione esercitano poi nei confronti degli operatori dei servizi pubblici, sia riducendo con una loro adeguata informazione i rischi di pregiudizi e discriminazioni nei confronti degli immigrati, sia supportandoli nella erogazione delle prestazioni loro richieste, in modo da renderle per quanto possibile rispondenti ai bisogni espressi dai nuovi arrivati.
In generale gli operatori di cui si parla, sono selezionati in parte in funzione della loro appartenenza etnica (per tener conto di casi specifici in cui sia essenziale l’interpretazione linguistica per la funzione di intermediazione), in parte in relazione al loro vissuto migratorio ed alle capacità di decentramento del proprio punto di vista (ed in particolare al possesso di strumenti di analisi per capire i punti di ostacolo e gli impedimenti alla comunicazione interculturale), in parte in funzione della conoscenza del funzionamento del sistema di welfare del territorio nei diversi ambiti di intervento.
Cidis Onlus seleziona operatori sia italiani che stranieri, tutti comunque con una buona conoscenza dell’italiano. Per assicurare l’efficacia della loro funzione gli operatori/mediatori, selezionati e formati dall’Associazione sono inseriti in gruppi di lavoro le cui attività sono costantemente accompagnate, monitorate e valutate. Questo per evitare che l’operatore di mediazione culturale possa essere percepito come un soggetto che presta la sua opera senza formazione, che opera in autonomia senza limiti e controlli, o solo perché straniero. Si tratta al contrario di un professionista selezionato in base a precise conoscenze e competenze e formato specificamente in alcuni ambiti di intervento specialistici. Tra le altre attività attualmente in corso, l’Associazione richiama l’attenzione sul corso di alta formazione che si concluderà nel corso dell’estate, con la professionalizzazione di un nuovo nucleo di operatori/mediatori.