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QUESTIONE DONNA
Tra gli impegni dell’Associazione per il 2009, uno dei principali è senz'altro quello di lavorare all’inclusione sociale delle donne immigrate. Pur occupandosi da sempre di assistere ed orientare la componente femminile della popolazione immigrata, l'Associazione ritiene che data la consistenza e specificità del fenomeno è oramai necessario individuare approcci specifici, predisporre strumenti e modalità sempre più coerenti e mirati ad un effettivo e pieno empowerment delle donne immigrate.
In considerazione di questo, l’Associazione ha messo in campo per il 2009 un Programma di lavoro articolato su più fronti e impostato sulle specifiche esigenze delle diverse tipologie di donne immigrate che esprimono bisogni molteplici e diversificati.
Il costante e consolidato protagonismo femminile nell’attuale processo migratorio è confermato dalla percentuale del 50,4% rispetto alla popolazione immigrata totale. Peraltro, nelle aree in cui opera Cidis Onlus la percentuale di presenza femminile è addirittura superiore alla media nazionale: in Umbria le donne immigrate sono il 53,1%, nel Lazio il 53,8%, in Calabria il 55,0% ed in Campania arrivano ad essere il 58,4% della presenza straniera. Sono dati registrati dagli Sportelli di segretariato sociale di Cidis Onlus, coerenti con le cifre pubblicate dal Dossier Caritas.
Due sono le principali tipologie di insediamento delle donne immigrate:
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la prima include le donne ricongiunte il cui titolo di soggiorno è legato allo stato giuridico del coniuge; in generale queste vivono condizioni di forte isolamento e disagio, condizionate dagli stereotipi e pratiche prevalenti nei rispettivi paesi d'origine, segregate all’interno delle mura domestiche, senza rapporti sociali al di fuori della comunità di appartenenza, senza collegamenti con la società di accoglienza, incapaci di accedere ai servizi pubblici. Peraltro molte di loro hanno una scarsa se non inesistente conoscenza della lingua italiana che determina rispetto al coniuge una dipendenza giuridica e psicologica, molto limitante e che frena qualsiasi progetto di crescita individuale;
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la seconda include donne che sono in Italia per motivi di lavoro, le quali nella maggioranza dei casi sono occupate in modo precario, con bassa retribuzione, senza protezione sociale e nella completa assenza di reti familiari. Peraltro, nel caso delle donne occupate nel lavoro di cura, molto numerose soprattutto tra alcune nazionalità, la questione dei tempi e soprattutto degli spazi di socialità diventa centrale.
Partendo dunque da questa realtà complessa, l’Associazione che continua a prestare i suoi servizi di assistenza e consulenza “tradizionali” alle donne che si rivolgono ai suoi Sportelli disseminati in parte del territorio nazionale, ha deciso di rafforzare e specializzare la sua attività in favore di queste con un Programma mirato che attiva presso quattro Centri CLOE a Perugia, Terni, Caserta e Avellino, Spazi di ascolto “alla donna”.
Con i Centri Cidis Onlus vuole offrire una risposta mirata ai bisogni specifici delle donne migranti con un accompagnamento all'autonomia e all'assunzione delle proprie responsabilità nei confronti di se stesse, della famiglia e della società, o, in altri termini, al loro empowerment.
In questa direzione ciascun Centro offre attività strutturate come segue:
- Programma per la cittadinanza che contempla un servizio di ascolto alla persona con la finalità specifica di informare ed orientare sul piano giuridico e legale donne che spesso ignorano o sono scarsamente informate sul loro status nel paese di accoglienza,
un servizio scuola che punti a migliorare il rapporto scuola/famiglia per coinvolgere le
madri immigrate nel percorso scolastico dei figli, un servizio sulla salute riproduttiva che promuova nella donna/madre immigrata una
consapevolezza del diritto alla salute e del suo effettivo esercizio, un'attività di alfabetizzazione socio linguistica di due livelli;
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Percorsi di promozione economico-sociale di orientamento al lavoro, alfabetizzazione informatica, consulenze per la formazione;
- Attività ricreative e culturali.