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LA CASA: UN INDICATORE SIGNIFICATIVO DI NON INTEGRAZIONE

E’ lo stesso Cnel ad indicare il criterio della condizione abitativa degli immigrati come determinante ai fini del processo di inserimento nel paese di accoglienza, a tal punto da averlo inserito nel suo Rapporto Annuale sugli indici di integrazione.

Ora, se il disagio abitativo risulta minimo in alcune Regioni ed aree del paese ed in altre si connota al contrario di media o massima intensità, si può comunque affermare che la questione “casa” (soprattutto nella disponibilità di alloggi ad affitti calmierati) sia diventata da tempo una vera e propria emergenza sociale per ampie fasce di famiglie immigrate e non solo.

Il problema della casa, comune di fatto ad immigrati ed italiani, implicherebbe politiche organiche o almeno interventi mirati. Questo non è oggi il caso. I limitati provvedimenti del precedente governo Prodi, ma ancor meno il Piano casa dell’attuale, non lasciano intravedere alcuna seria possibilità di evoluzione della situazione.

Cidis Onlus considera da tempo questo problema come fonte di conflittualità e marginalità sociale e di conseguenza come elemento di ostacolo al pieno inserimento della popolazione immigrata. Per questo, pur nei limiti delle sue capacità e possibilità, ha messo in campo in questi anni una serie di interventi di contrasto al disagio e nello specifico ha attivato servizi di facilitazione all’accesso alla casa da parte degli immigrati, supportato la realizzazione di interventi per l’acquisizione della casa in proprietà, collaborato ad affrontare situazioni di emergenza abitativa, realizzato ricerche ed indagini specifiche sulla condizione abitativa di immigrati e più generalmente fasce deboli della popolazione.

Anche nel 2009 la questione casa resta per Cidis Onlus un impegno primario, nella convinzione che una condizione abitativa civile sia un diritto tanto per gli immigrati presenti nel paese da tempo, quanto per quelli di arrivo recente, spesso in situazione di vera e propria emergenza abitativa. Tale convincimento è stato peraltro rafforzato dalla introduzione delle recenti misure restrittive per la locazione ad immigrati, introdotte dal decreto sulla sicurezza.
Per questo l’Associazione porterà a compimento quanto già attivato nel campo dell’autorecupero (cfr. Progetto Casa La Rocca), dei servizi di facilitazione dell’accesso alla casa (cfr. servizi di intermediazione abitativa a Perugia,Terni, Cosenza, Cassano allo Ionio), ma ha programmato di mettere in pista iniziative per lo sviluppo di:

- interventi quadro a diversi livelli istituzionali: formule innovative di gestione del patrimonio immobiliare, miglioramento dei trasporti pubblici per facilitare l’accesso ad abitazioni periferiche, ripensamento dei criteri definitori della idoneità dell’alloggio, progetti abitativi territoriali con soggetto istituzionale garante, accordi di partenariato pubblico-privato, interventi integrati;

- azioni specifiche: interventi di recupero in aree e quartieri degradati, ristrutturazione di alloggi dismessi nelle aree rurali, alloggi transitori, Agenzie per l’affitto, intermediazione abitativa, autocostruzione associata ed autorecupero;

- attività di supporto: contrasto alla discriminazione nell’accesso all’alloggio di immigrati, sensibilizzazione della popolazione locale, diffusione di materiali informativi multilingue sulle diverse formule contrattuali, sulle regole della vita condominiale, dialogo fra istituzioni locali, componenti della società civile e comunità di immigrati, Tavoli di mediazione, cooperazione con i media per la diffusione di una immagine positiva dell’immigrato affittuario.

Cidis Onlus ritiene che tutte le tipologie di intervento prospettate possono essere implementate nell’immediato, anche perché in molti casi si tratta di interventi e pratiche già diffusamente sperimentate almeno in alcune aree del paese, che possono di conseguenza essere mutuate senza difficoltà in altri territori.
Contenuti e modalità, metodologie e partenariati non ledono né la competenza legislativa delle Amministrazioni regionali in materia di politiche di welfare e di governo del territorio, né quella delle Amministrazioni locali di adeguare le risposte alle peculiarità del proprio territorio, e lasciano inalterate le potestà amministrative e pianificatorie in materia urbanistico-edilizia attribuite per legge ai Comuni.

Per questo, Cidis Onlus è impegnata a lavorare affinché, nel rispetto di funzioni e competenze, le diverse Amministrazioni del territorio mettano in cantiere Progetti territoriali finalizzati a:
- promuovere il passaggio dalla sperimentazione ad azioni di sistema;
- facilitare iniziative finalizzate a garantire il diritto all’alloggio;
- stimolare progetti e metodologie di intervento in grado di soddisfare bisogni specifici, come ad esempio alloggi transitori per lavoratori in agricoltura o in edilizia o per l’accoglienza all’arrivo;
- contribuire a perseguire una combinazione ottimale di risorse di diversa natura e provenienza, da destinare a interventi immobiliari e azioni di accompagnamento.