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SECONDE GENERAZIONI

La presenza nelle scuole di alunni stranieri si imposta con forza nel corso degli ultimi anni. Sono oggi oltre 650.000 i minori immigrati iscritti, mentre i primi allievi degli anni ‘80 sono diventati adulti ed in gran parte si sono integrati nella società italiana attraverso la prosecuzione degli studi, il lavoro o la creazione di una famiglia.

Proprio questi ragazzi arrivati in Italia da piccoli o nati nel paese, che conoscono il paese di origine dei loro genitori solo da turisti, fanno parte di quel gruppo di italiani sui generis che parlano italiano, sicuramente anche il dialetto, magari vestono all’occidentale, ascoltano la stessa musica, leggono gli stessi libri dei loro coetanei italiani, con cui condividono medesime aspirazioni.

Sono giovani per la più parte alle prese con conflitti generazionali ed identitari, che si scontrano con i genitori che vedono spesso “perdenti” perché più poveri, senza titoli di studio riconosciuti, con lavori più umili e case più modeste, giovani che soffrono anche nella relazione con l’esterno per non saper valorizzare quelle differenze di cui sono portatori. E di fatto uno dei pericoli che corrono le Seconde Generazioni è il rifiuto delle proprie radici, con una conseguente perdita di conoscenze e competenze, che indeboliscono la loro capacità di mediazione tra mondi e culture “altre”.

Tale pericolo volto al positivo diviene il punto di forza di questi giovani portatori di istanze di rinnovamento culturale, con capacità narrative e di produzione artistica che li contraddistinguono in modo specifico.

A venti anni dalla comparsa della letteratura migrante, in questo filone letterario si stanno affermando con sempre maggiore successo scrittori di seconda generazione che mostrano una sorprendente capacità di capire le sfaccettature dalla nuova società italiana con punti di vista finora sconosciuti.

Cidis Onlus che da sempre ha considerato i minori immigrati ed il loro inserimento scolastico come una questione centrale del processo di integrazione culturale e sociale, è oggi particolarmente attenta all’evolvere delle problematiche e rivendicazioni che le Seconde Generazioni (come si autodefiniscono loro stesse) stanno sollevando in una società italiana che appare indifferente quando non sorda, alla necessità di allargare i propri orizzonti culturali ed inglobare nuove spinte, nuovi modi di essere, nuovi linguaggi.

Per questo Cidis Onlus ha scelto di porre le Seconde Generazioni al centro delle proprie riflessioni ed attività nella prospettiva di contribuire al processo di integrazione bidirezionale (il two way process di cui parla la Unione europea) di una nuova realtà: di una società creola, meticcia, di cui i ragazzi non possono non essere l’elemento portante. E non i soli ragazzi stranieri, ma anche quelli italiani, che dialogano ogni giorno e senza problemi, a scuola e fuori della scuola, con ragazzi di altre nazionalità. Questi sono i nuovi italiani, stranieri e non.

Queste schematiche considerazioni sono alla base della scelta di Cidis Onlus a muoversi lungo alcuni principali filoni di attività:
- sostenere una revisione della legge sulla cittadinanza (una delle rivendicazioni principali delle G2) nell’ottica dello jus soli ed in generale per una riduzione dei tempi ed una facilitazione delle procedure, in primo luogo per coloro che sono giunti in Italia da minorenni;
- contribuire al processo di integrazione delle Seconde Generazioni attraverso la promozione di momenti di scambio e di dialogo, l’organizzazione di convegni e dibattiti;
- promuovere le produzioni culturali ed artistiche delle Seconde Generazioni in particolare nell’ambito letterario, attraverso la pubblicazione di volumi e la realizzazione di un premio letterario riservato alle Seconde Generazioni;
- animare il dibattito della società civile sul tema delle Seconde Generazioni, anche attraverso strumenti di sensibilizzazione come la newsletter MIGRAMESE;
- sponsorizzare una visione della società basata sul metissage, l’incontro, la negoziazione;
- portare avanti il lavoro con le scuole, al fine di supportare le Seconde Generazioni nella creazione di un ambiente formativo attento alla interculturalità;
- promuovere percorsi sostegno alla genitorialità riservando particolare attenzione alle difficoltà dei rapporti intergenerazionali e alla trasmissione dell’identità culturale;
- sviluppare progettualità finalizzate alla creazione di spazi dedicati alle Seconde Generazioni, alla socializzazione con i coetanei, e alla espressività delle nuove generazioni.

 

MATERIALE

Locandina convegno


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