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QUESTIONE DONNA
Continua nel 2010 l’impegno di Cidis Onlus per l’inclusione sociale delle donne immigrate.
La significativa esperienza maturata dall’Associazione nel corso del 2009 grazie alla gestione dei 4 Centri Cloe, spazi incontro per donne immigrate, a Perugia, Terni, Caserta ed Avellino, che hanno accolto ed ascoltato più di 5.000 donne straniere, ha confermato la necessità di approcci specifici, di interventi mirati di strumenti e modalità sempre più coerenti per un effettivo e pieno empowerment delle donne immigrate in Italia.
A fronte di una assenza di servizi a loro specificamente dedicata, uno spazio di socialità che consenta alle donne di uscire dall’isolamento e dalla marginalità che rischiano di vivere nel quotidiano, dove incontrarsi, conoscersi, stare insieme, diventa luogo in cui dare concretezza al dialogo, esprimere bisogni e richieste, condividere le possibili risposte, coinvolgendo i servizi pubblici e privati presenti sul territorio.
Nei centri Cloe l’Incontro non ha significato solo lo stabilirsi di connessioni fra due o più individui, ma anche fra culture, lingue, religioni, visioni del mondo assolutamente distanti. La condizione comune di “donne immigrate” è servita da collante per la nascita di uno spirito di collaborazione ed amicizia.
Forte di questa consapevolezza Cidis continuerà nel 2010 a sostenere i Centri Cloe, proponendo interventi che contribuiscano:
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all’abbassamento della soglia dell’accesso ai servizi per consentire alle donne immigrate di gestire in maniera autonoma il proprio percorso di accesso al sistema di welfare, e quindi fruire nella maniera più efficace dei servizi pubblici del territorio in ambito sanitario, lavorativo, scolastico;
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alla promozione della crescita individuale in campo lavorativo attraverso percorsi di orientamento al lavoro, attività di alfabetizzazione informatica, consulenza sui percorsi formativi;
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all’incremento dell’accesso ai servizi socio-sanitari e dell’informazione sulla salute ed in particolare sulla salute riproduttiva;
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al potenziamento delle loro competenze linguistiche e sociali e alla valorizzazione di conoscenze e competenze pregresse;
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all’autonomia e all’assunzione delle proprie responsabilità nei confronti di se stesse, della famiglia e della società.
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