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Sono qui presentate solo alcune delle numerose pubblicazioni a cura di Cidis Onlus.
Per maggiori informazioni: perugia@cidisonlus.org


La scuola altrove
Cidis, 2006, pag. 96
  Oltre le mura
Il mosaico dell’insediamento straniero a Perugia

Cidis, 2005, 128 pag.
Autori Vari
L’immigrato in Campania. Immagine distorta
e percezione di superficie

Glob.Act, 2005, 139 pag.
Voci dalla società. Razzismo e discriminazione in Umbria
Cidis, 2003, p. 114
Amazzonia.
La foresta delle meraviglie.

Glob.Act, 2001, 139 pag.
Scuola e diversità.
Un percorso di inserimento
di allievi immigrati
Cidis, 2000, p. 158
La città dell'allegria.
Miti, pratiche e progetti
per una città vivibile

Cidis, 1999
Apriti Sesamo.
Per un'alfabetizzazione
sociolinguistica di immigrati adulti

Cidis, 1996, p.182
Africa degli alberi
Storie e segreti del Sahel

Cidis, 1999
La tutela della salute
in una società multietnica

Cidis, 1996, p. 139
Autori Vari
La foresta delle diversità
Cidis, 1994
Io faccio festa, e tu?
Indicazioni di lavoro
per itinerari didattici

Cidis, 1994



La scuola altrove, Glob.Act, 2006
Ideato, organizzato e realizzato per offrire un contributo conoscitivo sui sistemi educativi di altri paesi agli insegnanti della scuola dell’obbligo, le cui classi sono frequentate anche da alunni stranieri. Si tratta della presentazione di cinque programmi scolastici attualmente in vigore in altrettanti paesi da cui provengono con maggior frequenza gli alunni stranieri presenti nel territorio umbro: Albania, Cina, Marocco, Perù, Romania.
“Che cosa può comportare alla scuola italiana sapere ciò? La generale lamentazione dell’assenza dei genitori stranieri alla vita della scuola italiana, viene troppo spesso addebitata ad improbabili differenze culturali genericamente definite tali e, troppo spesso, polivalenti: ciò con cui si definisce un’etnia, va bene anche per un’altra. Il problema però esiste ed è reale anche per gli italiani. Paradossalmente questo può essere facilitante: se esiste un problema di comunicazione tra scuola e famiglia tout court, ebbene, non resta che ricercare i modi per affrontarlo. Chi sa che non siano proprio le alunne e gli alunni stranieri a suggerci una strada da percorrere.”



Oltre le mura. Il mosaico dell’insediamento straniero a Perugia, Cidis, 2005, 128 pag.
Un’indagine sulla distribuzione della popolazione immigrata nella provincia di Perugia nella quale si affronta la precaria condizione abitativa del migrante, spesso relegato in case sovraffollate e degradate. Si analizza il processo che tende ad escludere l’immigrato dal centro della città a favore di sistemazioni periferiche, scomode e poco servite. Si riflette sulla situazione attuale con i dati portati dall’indagine e si cerca di arrivare a nuove soluzione quali l’Autocostruzione associata, grazie a cui persone che non possono affacciarsi al mercato edilizio tradizionale hanno la possibilità di costruirsi una casa.
“ [..] Numerosi studi, infatti, rivelano che, assieme al lavoro e ai permessi di soggiorno, quello della casa è il problema che gli stranieri in Italia avvertono in maniera più acuta[..] Il diritto alla casa, inoltre, è indissolubilmente legato alla possibilità concreta di poter esercitare altre facoltà. Per poter ottenere il permesso di soggiorno, ad esempio, l’immigrato deve risiedere regolarmente in un comune e dunque deve disporre di un tetto. Per poter richiamare la famiglia rimasta in patria, poi, è necessaria un’abitazione dignitosa, che rispetti gli standard di abitabilità e abbia una quadratura adeguata al numero degli abitanti..”.



L'immigrato in Campania. Immagine distorta e percezione di superficie, Glob.Act, 2005, 139 pagine.
Il volume è il risultato di un'indagine realizzata nell'ambito del progetto “Mira: un ponte verso la piena cittadinanza” finalizzato a facilitare la piena integrazione della popolazione immigrata e a promuoverne un'immagine positiva. Nella prima parte sono descritti contesto, strumenti metodologici e finalità dell'indagine, nella seconda vengono analizzati i risultati dello studio sui quotidiani e del sondaggio tra gli italiani, grazie ai quali si è cercato di tracciare l'immagine del migrante in Campania.
“Il panorama migratorio in Campania ha subito una profonda trasformazione alla luce dei risultati del processo di regolarizzazione avviato dalla Legge 189/2002 e conclusasi dopo oltre due anni, con notevoli difficoltà e consistenti ritardi. Oggi la Regione accoglie più di 120.000 immigrati, quasi la metà di tutti quelli presenti nel Mezzogiorno, con oltre 150 nazionalità rappresentate. Si tratta di un numero elevato anche nel contesto nazionale, all'interno del quale la Campania si pone in settima posizione, dopo Lombardia, Lazio, Veneto, Emilia Romagna, Piemonte e Toscana. Sono le tre province litoranee, Napoli, Caserta e Salerno, ad ospitare il maggior numero di stranieri, circa il 90% del totale..”.



Voci dalla società. Razzismo e discriminazione in Umbria Glob.Act, 2003, 115 pagine.
Un'idagine condotta tra immigrati, testimoni privilegiati e su alcune testate della carta stampata
“Nel complesso, al di là della tendenza politica di ciascuna testata, l'attenzione al mondo dell'immigrazione sembra essere scarsa. L'immigrato fa notizia solo quando è protagonista di episodi che interferiscono in maniera scontata, semplificata ed umorale con il sentire comune. Lo straniero viene adooperato per creare una facile coalizione, fondata sull'essere contro e non sull'essere insieme, favorendo lo scatenarsi di meccanismi autorapprensentativi più banali: sentirsi vittime, e dunque giusti e in posizione di pretendere qualocosa dagli altri, delegare la risoluzione dei problemi che appaiono troppo grandi o comunque con caratteristiche tali da non essere alla portata dell'uomo di strada..."



Amazzonia. La foresta delle meraviglie , Glob.Act, 2001, 139 pagine.
Si tratta di un viaggio speciale nella foresta amazzonica, di cui sono descritte le meraviglie naturali, la storia (dai primi esploratori al tempo delle scoperte scientifiche) e le fiabe che ancora oggi si raccontano sulle rive del fiume Amazonas e che trasmettono un messaggio in difesa della foresta. Il libro, grazie a foto, illustrazioni, racconti tradizionali e testi informativi, mira a diffondere conoscenze sul patrimonio culturale della foresta e sulla sua fondamentale funzione ecologica, tenendo conto della sua incidenza nel sistema climatico e nel bilancio idrico della Terra.
“Ogni giorno, ormai da molto tempo, spariscono ettari ed ettari di foresta distrutta da gente senza scrupoli che inquina i suoi fiumi, che l'attraversa con trattori giganti, che la incendia per coltivarla o per allevare bestiame sconsideratamente, che scava miniere e pozzi di petrolio, che insomma lo sfrutta ad ogni costo senza badare ai metodi che impiega e ed alle distruzioni che causa. A quella gente interessa solo che si possano produrre cose e che le si possano vendere. Ma come non rendersi conto che non è possibile distruggere la vita della foresta senza compromettere il futuro dell'intero pianeta. Non esiste altro posto che racchiuda un così elevato numero di forme viventi, che una volta distrutte non esisteranno più. E con loro andrà in fumo la riserva di vita dell'umanità..”.



Scuola e diversità. Un percorso di inserimento di allievi immigrati, Cidis, 2000, pp. 158
La questione dell'inserimento dei minori stranieri nella scuola dell'obbligo viene affrontata attraverso tre grandi temi che definiscono le tre parti in cui è diviso questo volume: I. Politica e pratica dell'accoglienza, informa sull'attuale contesto generale e legislativo entro il quale è inserita l'esperienza dell'inserimento scolastico; II. Cultura di origine, lingue e linguaggi; III. Strategie e modalità di inserimento: una esperienza di integrazione scolastica che costotuisce una proposta metodologica concreta.
“...Insomma, nell'affrontare il problema educativo nel complesso tessuto della società di oggi, non ci si può porre in termini di affermazioni di principi o di buone intenzioni, ma si deve saper costruire un vero e proprio progetto che permetta di affrontare e risolvere i problemi delle disuguaglianze sociali e al tempo stesso far maturare una cultura della solidarietà che è la sola oggi adeguata ad una realtà sempre più caratterizzata dall'incontro/confronto di uomini e culture..."



La città dell'allegria. Miti, pratiche e progetti per una città vivibile
Cidis, 1999, p. 67
La brochure propone l'allegria urbana come chiave di lettura per interpretare i bisogni di una città e coglierne le potenzialità inespresse, sia al Nord che al Sud del mondo. Infatti il rapidissimo inurbamento di enormi masse di popolazione, è all'origine di una esplosione urbana, carica di problemi: rifiuti, inquinamento ambientale, trasporti, microcriminalità, sperpero di risorse aldilà del catastrofismo statistico. Le città sembrano, comunque, esprimere una pluralità di risposte ai problemi che le attanagliano: spiccano le manifestazioni più o meno spontanee di gioia, di allegria, di catarsi periodica che la società urbana propone. Tra gli autori degli inteventi:Maurizio Memoli, Ian Chambers, Philippe Gervais-Lambony, Marino Niola, Pasquale Coppola.

“Le città sono descritte e classificate nei modi più vari e attraverso la lente delle più diverse angolature disciplinari. Secondo la forma o la taglia, le funzioni e il clima, l'economia o la qualità della vita, si compilano graduatorie di città megalopoli, città-mostro, città-reti, città-globali, città povere, città ricche, vivibili e non, sane e inquinate, pericolose o sicure. Attraverso identificazioni molto meno certe di quelle derivate dalle tipologie o dalle statistiche (ma anche con il supporto di queste ultime), le città vengono anche riassunte in poche parole chiave: big apple, ville lumière, città del sole o città da bere. Insomma una galleria della visibilità/invisibilità delle città, che sembra segnare sempre più spesso l'interpretazione che si dà di un certo luogo, piuttosto che della sua realtà.




Apriti Sesamo. Per un'alfabetizzazione sociolinguistica di immigrati adulti Cidis, 1996, p.182
Nel volume, che raccoglie i contributi ed i materiali presentati in occasione di una giornata di riflessione organizzata nel maggio 1996, vengono prese in considerazione:
- problematiche legate all'apprendimento e all'insegnamento della L2: aspetti antropologici, linguistici e psicolinguistici - esperienze e percorsi di alfabetizzazione, formazione dei docenti e suggerimenti per la didattica. Tra gli autori degli inteventi: Carla Barbarella, Marina Sereni, Gabriella Klein, Barbara Turchetta.
“Gli nsegnanti hanno l'obiettivo dell'italiano scritto come codice normato e questo vogliono introdurre nel processo di educazione linguistica, ed è un obiettivo giusto, ma non devono saltare l'interlingua del migrante. Questa forma linguistica è un problema che riguarda anche gli italiani, nel senso che essa è la matrice, l'ambiente linguistico reale, la lingua viva in cui si muove il migrante, ma anche l'autoctono. Come diceva Bernini, è la base dei processi di progettualità verso la lingua d'ingresso e isente degli inputs che provengono dall'italiano parlato. Se voi pensate alla fenomenologia geografica dell'italianoa livello dei localismi e regionalismi, potete capire lo spessore del problema, di quale possa essere la numerosità delle varianti dell'interlingua dei migranti, dei progetti che i migranti fanno sulla lingua d'arrivo."



L'Africa degli alberi. Storie e segreti del Sahel, Cidis, 1999.
Il volume si presenta come un efficace strumento di conoscenza del Sahel, la grande savana che si estende ai margini meridionali del deserto del Sahara. Ricco di foto, illustrazioni, testi informativi e favole africane, il suo scopo è quello di stimolare un'attenta riflessione su temi attuali per l'Africa e, più in generale, per il Sud del Mondo: sviluppo ecosostenibile, impoverimento delle risorse naturali, crescente contaminazione ambientale, rischio della desertificazione. Dopo aver indagato il rapporto tra le popolazioni africane e il loro ambiente, viene trattata la storia di cinque alberi sahelitici: il baobab, il borasso, l'acacia albida, il karatè e il balanitès.
“Immaginiamo di essere sulla riva di un grande mare fatto di sabbia: siamo di fronte al bellissimo Sahel, ‘riva del deserto'. Qui e là grandi, grandissimi esseri viventi si stagliano contro il cielo e l'orizzonte infiniti: questi esseri viventi, solitari e maestosi, sono gli alberi. La vita, nell'arido Sahel, è rappresentata dagli alberi..”



La tutela della salute in una società multietnica, Cidis, 1996, 139 pag.
Il fenomeno migratorio ha da tempo assunto anche in Italia carattere strutturale. Questo impone di affrontare il problema dell'adeguamento dei servizi alla multiculturità della società, in particolare va risolta urgentemente la questione nel campo sanitario. Docenti, responsabili dei servizi sanitari e operatori del volontariato cercano di indicare soluzioni al problema della tutela del diritto alla salute degli immigrati, cercando anche di delineare il quadro delle problematiche connesse all'impreparazione del sistema medico nazionale nel confronto con l'eterogeneità dei modelli culturali dei migranti.
“Il considerare la cultura dei vari gruppi etnici immigrati non è solo un problema di doveroso rispetto né è riconducibile ad una questione di educazione sanitaria per far superare alcuni più o meno radicati pregiudizi, ma è il problema di una nuova filosofia di base dei servizi, di una più ampia competenza del personale sanitario, tali da consentire di affrontare globalmente il problema della malattia in termini oggettivi e soggettivi e d'interazione fra questi due termini [..]. Occorrerà adeguare i servizi alle specificità culturali dei nuovi utenti. Non si tratta, tuttavia, di un regalo da fare agli immigrati ma di un salto di qualità, di un raffinamento, di un aumento di efficacia dei servizi stessi per rispondere istituzionalmente non solo a chi viene da lontano, ma per dare una risposta a tutta la popolazione”.


La foresta delle diversità. Quali percorsi per attraversarla, Cidis, 1994, 146 pagine.
Il tema centrale è il concetto di diversità: molti sono gli studiosi che si confrontano con l’alterità, chiedendosi qual’ è il senso e la pratica concreta del rispetto per il diverso, quali sono le ragioni che portano ad una forte omologazione di gruppo fondata sui pregiudizi, come si può instaurare un dialogo interculturale che porti soddisfazioni e benefici a tutti gli interlocutori, quali sono i limiti della mediazione culturale. Tra gli autori degli inteventi: Angelo e Serena Di Carlo, Otto Filtzinger, Tullio Seppilli, Stella Fiorentino.
“ [..] La diversità viene accettata soltanto se iscritta in un luogo connotato dalla lontananza e dall’esotismo, quando viene rinchiusa nello spazio dell’avventura, ma quando l’altro è fra di noi e diventa il volto oscuro della nostra identità, la diversità non è più rassicurante. Perciò, la scommessa dell’educazione interculturale è quella di contribuire al salto qualitativo che va dall’accettazione della differenza in un contesto lontano al rispetto dell’alterità del nostro vicino..”.


Io faccio festa e tu? Indicazioni di lavoro per itinerari didattici Cidis, 1994
Frutto della rielaborazione dei racconti di esperienze vissute da parte di persone nate e cresciute in paesi extraeuropei, questi materiali permettono di ripercorre in classe piste operative a partire dalla conoscenza e dal riconoscimento delle diverse identità. L'oggetto su cui lavorare è un racconto suddiviso in più parti, per ciascuna delle quali il ragazzo è invitato a compiere più operazioni di comprensione, di comparazione e di approfondimento. Tra le schede: il matrimonio in Marocco, alcuni momenti ed aspetti della vita delle bambine di Yaoundé (Camerun), la festa del Mussem di Abou Jaad (Marocco), l'iniziazione di un ragazzo wolof (Senegal), la festa delle maschere dei Bambara in Mali, il mito di Yemamjà (Brasile).
“ ...La ricerca antropologica e la nostra pratica educativa ci consentono di proporre alcuni ambiti di ricerca che sono al tempo stesso tematici e metodologici, indicano dei contenuti e costituiscono criteri e schemi ordinatori per conoscere, classificare, confrontare il contenuto stesso. Ci riferiamo al ciclo dell'anno, al ciclo della vita e alla festa che, in ogni società, scandisce in modo rituale e condiviso il rapporto col tempo calendariale e alcune tappe principali dell'esistenza umana... ”.