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La città dell'allegria. Miti, pratiche e progetti per una città vivibile
Cidis, 1999, p. 67
La brochure propone l'allegria urbana come chiave di lettura per interpretare i bisogni di una città e coglierne le potenzialità inespresse, sia al Nord che al Sud del mondo. Infatti il rapidissimo inurbamento di enormi masse di popolazione, è all'origine di una esplosione urbana, carica di problemi: rifiuti, inquinamento ambientale, trasporti, microcriminalità, sperpero di risorse aldilà del catastrofismo statistico. Le città sembrano, comunque, esprimere una pluralità di risposte ai problemi che le attanagliano: spiccano le manifestazioni più o meno spontanee di gioia, di allegria, di catarsi periodica che la società urbana propone. Tra gli autori degli inteventi:Maurizio Memoli, Ian Chambers, Philippe Gervais-Lambony, Marino Niola, Pasquale Coppola. |
“Le città sono descritte e classificate nei modi più vari e attraverso la lente delle più diverse angolature disciplinari. Secondo la forma o la taglia, le funzioni e il clima, l'economia o la qualità della vita, si compilano graduatorie di città megalopoli, città-mostro, città-reti, città-globali, città povere, città ricche, vivibili e non, sane e inquinate, pericolose o sicure. Attraverso identificazioni molto meno certe di quelle derivate dalle tipologie o dalle statistiche (ma anche con il supporto di queste ultime), le città vengono anche riassunte in poche parole chiave: big apple, ville lumière, città del sole o città da bere. Insomma una galleria della visibilità/invisibilità delle città, che sembra segnare sempre più spesso l'interpretazione che si dà di un certo luogo, piuttosto che della sua realtà. |