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L'esperienza oramai ventennale di Cidis Onlus nell'ambito della scuola porta oggi l'Associazione a ritenere che se il termine “multiculturale” serve a definire il fatto evidente della coesistenza di diverse culture in uno stesso territorio, quello di “Intercultura” fa invece riferimento ad un vero e proprio progetto etico-politico con l'obiettivo di aprire uno spazio di negoziazione tra cultura o culture del paese di accoglienza e culture di origine dei cittadini stranieri, in vista di una nuova produzione culturale che, inevitabilmente, sia il risultato del meticciamento e dell’ibridazione culturale. La questione centrale a scuola è, dunque, come gestire i processi di acculturazione, affinché non si trasformino in una assimilazione forzata o in una chiusura difensiva che porti alla marginalità sociale e culturale dei minori immigrati.
Questi, peraltro, vanno spesso incontro ad un’alta percentuale di insuccesso scolastico e fanno registrare un rilevante tasso di evasione ed abbandono.
Ovviamente molte ne sono le cause: precarietà sociale e giuridica delle famiglie, scarsa scolarizzazione dei genitori, precarietà abitativa. Ma ci sono anche responsabilità da parte della scuola: una logica spesso rigidamente monoculturale (che, pur non volendo, discrimina il “diverso”), un contesto monolinguistico, programmi scolastici etnocentrici, inadeguatezza dei mezzi pedagogici. |